L’avvocato Luciano Marnieri guarda con sgomento nello specchio i primi capelli bianchi che spuntano a sorpresa nella folta capigliatura molto curata. È un uomo in carriera, rinomato tra i vari suoi colleghi per le tante cause vinte e la scelta, ricca clientela. Dopo una giovinezza un po’ scapigliata, sotto la sferza della povertà incombente a causa dei problemi familiari, si era, infine, posto a studiare sul serio e tra difficoltà gravi, era riuscito a salire in alto ed aiutare la sua famiglia. Ora era un uomo fatto, con atteggiamento serio e contegnoso, che badava a tutto nella famiglia che si era creata, nel momento in cui anche un uomo sente il bisogno di solide basi e serenità. Aveva perciò sposato una donna più giovane Elisa, sua cugina, figlia di uno zio nella cui casa lui aveva vissuto durante gli studi; la ragazza era di carattere freddo e non amava la vivacità e la giovialità del giovane avvocato in carriera e così condusse la loro vita pianamente, nonostante la nascita dei 4 figli. Questo menage spinse Luciano a occuparsi per dovere a tutti gli obblighi di marito e padre amorevole, dedicandosi anche e meglio alla professione forense.
Tra i clienti più danarosi c’era la causa del Conte Arcieri contro la giovane consorte Bianca in procinto di separarsi; la causa era dovuta alla pessima condotta del marito, il ricco Conte, uomo sfaccendato, gaudente in una cerchia di suoi simili, sempre pieni di debiti, assalito dai creditori che non amava la ricca ereditiera, sposata per interesse e nemmeno la loro bambina. Luciano era stato incaricato di condurre la causa per evitare che la donna fosse spogliata dei suoi beni personali e frequentava la villa dove la contessa viveva con la bimba e i servitori. Il conte marito voleva la villa o in cambio la bimba da crescere e le pratiche si svolgevano con il preciso scopo di ridurre la donna alla povertà. La frequentazione, prima sporadica, poi più stretta per consultare insieme gli atti, spinsero Luciano ad apprezzare la donna e piano piano si innamorò di lei senza esserne ricambiato, all’apparenza!. Ma dopo tanti incontri e momenti conviviali molto belli, finirono col dichiararsi entrambi e un giorno giunsero al punto di pensare di concepire una vita insieme. Luciano apprezzava l’eleganza e la delìcatezza di Bianca e la giovane amava la serietà e responsabilità dell’avvocato. Ma con il senno giusto, poi si resero conto che con il legame alle spalle, nulla poteva avvenire se non uno sconvolgimento totale delle loro vite.
Il giorno prima in cui Bianca doveva lasciare la villa, vi giunse il Conte pensandola vuota a sua disposizione, ma vi trovò la moglie che rimase sconvolta nel vederlo ed ebbero scambi di scuse e rimproveri; all’improvviso l’uomo si rese conto d’aver sbagliato tutto nei confronti anche della bimba che non lo conosceva proprio! Inaspettatamente le chiese scusa del suo passato dichiarando di voler lasciare la casa a lei.
Elisa Marnieri si era accorta di tutto, notando le frequentazioni verso la villa di Bianca, la lunghezza della causa, le corse verso Milano sempre urgenti; con tardiva perspicacia si era resa conto di aver perso il marito col suo carattere scostante e imperioso nel criticarlo, senza conoscere le realtà. Questo le costò dolore e paura, finendo con l’ammalarsi gravemente. Temendo la morte della moglie, l’avvocato fece sapere a Bianca della situazione, mentre l’Elisa Marnieri in segreto mandò a chiamare Bianca e le confidò la paura e la preghiera di non rovinare la loro famiglia! Bianca confusa giurò di voler rimettere tutto a posto!
12 anni dopo durante un soggiorno per lavoro a Parigi Luciano, mentre assisteva a teatro ad un dramma, vide con grande sorpresa e dolore la Contessa bella ed elegante, in un palco con un giovane amico che incrociando lo sguardo verso di lui, sorrideva con sarcasmo! Anche Bianca fissò Luciano con il binocolo dicendo di ricordarle “qualcuno”!, senza accenare saluto. Luciano fu oltremodo triste e rifugiatosi in albergo, pianse amaramente, deluso di se stesso per non aver avuto il coraggio di lottare e andare in fondo al suo amore ma di essersi perso e sacrificato solo per gli altri.
Maria Cisonna
