13 ottobre 1820 – Silvio Pellico viene arrestato a Milano con l’accusa di affiliazione alla Carboneria. Verrà portato allo Spielberg in Boemia, tornerà in libertà sono nel 1830, nel carcere scriverà la sua opera letteraria più famosa, Le mie prigioni:

Il venerdì 13 ottobre 1820 fui arrestato a Milano, e condotto a Santa Margherita. Erano le tre pomeridiane. Mi si fece un lungo interrogatorio per tutto quel giorno e per altri ancora. Ma di ciò non dirò nulla. Simile ad un amante maltrattato dalla sua bella, e dignitosamente risoluto di tenerle broncio, lascio la politica ov’ella sta, e parlo d’altro.
Alle nove della sera di quel povero venerdì, l’attuario mi consegnò al custode, e questi, condottomi nella stanza a me destinata, si fece da me rimettere con gentile invito, per restituirmeli a tempo debito, orologio, denaro, e ogni altra cosa ch’io avessi in tasca, e m’augurò rispettosamente la buona notte.
“Incipit, Le mie prigioni”