Un killer professionista riceve l’incarico di uccidere Victor Mujica. Le informazioni pervengono al killer, da ormai 15 anni, per mezzo di buste anonime e telefonate da parte di una voce conosciuta, ma senza volto. Il killer è apprezzato per la propria professionalità e abilità nel non lasciare tracce ed è per questo ampiamente ricompensato con cifre a 6 zeri. Ma questa volta qualcosa non va per il verso giusto…l’incarico arriva nel pieno di una crisi sentimentale, che turba l’uomo più di quanto sia disposto ad ammettere! E così perde il sangue freddo, non è attento ai dettagli e incontra vis-à-vis lo stesso destinatario della pallottola. Un finale abbastanza prevedibile, fa abbassare il voto. Se l’autore avesse messo da parte le incredibili coincidenze tipiche dei romanzi dickensiani, il racconto sarebbe risultato, a mio modesto parere, migliore.

recensione di Anto Spanò