“Due vite”, libro candidato al Premio Strega per il 2021, come preannuncia lo stesso titolo e come ci fa intuire l’immagine in copertina, è l’omaggio letterario dell’autore a due amici scrittori dalle personalità opposte, purtroppo morti prematuramente. Il primo dei due è Rocco Carbone, uomo ostinato, rigido, spigoloso e tormentato; l’altra figura descritta da Emanuele Trevi è quella di Pia Pera, appassionata di letteratura russa, donna solare, intensa, sensibile e coraggiosa. In questo breve testo si parla di amicizia, si rivivono ricordi di giovinezza, si riflette su ciò che è stato e si ravviva il ricordo di due persone che hanno vissuto la vita pienamente, seppur per un tempo breve. Non è facile descriverlo a chi non l’ha letto! È senz’altro un tenero ricordo, intriso di nostalgia e malinconia, un ritratto di due persone contrapposte, che hanno saputo, però, combinarsi e provare un affetto reciproco sincero, nonostante la lontananza e nonostante le discussioni e gli allontanamenti. Nello stesso tempo è un ritratto fedele, scritto con lucido distacco, che non ci si aspetterebbe e spiazza il lettore. Per quanto mi riguarda, trovo il linguaggio troppo ricercato e freddo, che mi sembra stoni un po’ con la descrizione di un’amicizia intima. Avrei preferito un maggiore coinvolgimento, un racconto più intimo, con una maggiore attenzione anche verso i sentimenti di chi scrive.

recensione di Anto Spanò

Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 28 maggio 2020
Pagine: 128 p., Brossura
  • EAN: 9788854520462