L’ottava storia. Diciannove anni dopo. Harry Potter ha sconfitto Voldemort, si è fatto una famiglia, ha tre figli e ha un rapporto conflittuale con il suo secondogenito Albus. Il libro è impostato come un copione teatrale o cinematografico, una sceneggiatura, è molto essenziale e scorrevole. La storia è avvincente e, a mio avviso, molto ben costruita. Gira intorno ad una serie di viaggi nel tempo realizzati grazie ad una giratempo mai distrutta. Albus commette diversi errori e cambia la linea temporale più volte, rimanendo intrappolato nel passato e provocando una serie di ingenti danni nel presente, tra i quali il ritorno di Voldemort. Alla fine avrà bisogno degli adulti e sarà davvero ingegnoso nel chiedere il loro aiuto. Aldilà della storia “magica” che è sulla falsariga di tutta la saga dei libri di Harry Potter, è molto bella la descrizione del rapporto complicato tra padre e figlio, Harry e Albus, le dinamiche che li allontanano e poi li riavvicinano. Poco magica e molto umana. E molto significativa.

Laura Di Flaviano