Capitol City al di sopra di tutto: talmente ricca e potente da sottomettere 12 distretti! Ma non solo li sottomette, esige annualmente un tributo, che non è la classica tassa, bensì la vita di due giovanissimi. I tributi non possono rifiutarsi, devono partecipare a un reality, devono sopravvivere all’interno di un’arena piena di insidie e pericoli di ogni genere. Ma è un reality e devono anche tener desta l’attenzione del pubblico. Se non lo fanno, niente paura, interviene Capitol City e accende un “fuocherello”, rende rigida la temperatura o manda strane creature fameliche e vendicatrici! Orribile l’idea del tributo sotto forma di vita umana. Terrificante il concetto alla base del reality: 24 giovani che lottano per la sopravvivenza, lasciati allo sbando come fossero belve selvatiche. E per accentuare la crudeltà del gioco, devono aspettare con impazienza il colpo di un cannone che annuncia la morte di qualcuno, continuando fino alla fine un pazzesco conto alla rovescia, come se i tributi fossero tanti birilli che cadono uno alla volta, meglio se più di uno. Tuttavia il ritmo c’è, la scrittura è scorrevole, la curiosità cresce di capitolo in capitolo e la nostra protagonista, grazie alla furbizia, a un’intelligenza ben sviluppata e alla voglia di ribellione, sarà in grado di dare scacco matto agli Strateghi del gioco?

Anto Spanò