Un piccolo gioiellino questo romanzo, che colpisce già dalla copertina, una scrittura sublime, una storia a dir poco incantevole..

Siamo nel dicembre 1981, a Bologna. Vanni Maestri gestisce una piccola libreria con una tradizione particolare: i clienti lasciano, dentro libri usati, foglietti con i loro “buoni propositi” per il nuovo anno. 
Vanni ha rinunciato a molte ambizioni: un sogno giovanile accantonato, un amore rimasto in sospeso, una vita tranquilla ma segnata dal passato. Con lui lavora  Agata, giovane assistente,  nel retrobottega trova un buon proposito particolarmente significativo: è come se riaprisse una ferita nella memoria.  In parallelo la contessa Costanza Castelvetri scopre che il marito, ormai deceduto, ha lasciato un manoscritto sconosciuto, che parla della storia di tre studenti universitari: amicizia, amore, persecuzioni, il conflitto mondiale come sfondo.  Le storie si intrecciano: passato che torna, sogni che forse non si sono mai spenti, personaggi che si confrontano con rimpianti, mancanze e, in mezzo a tutto questo, la possibilità di cogliere la felicità o almeno di cercarla. Questo romanzo emana poesia, come lo stesso Vanni ne sottolinea l’importanza. l’autrice è riuscita ad unire tutti gli elementi per farne una lettura leggera ma bellissima con accenni storici, mistero, amori spezzati, ma anche ricambiati. I personaggi ricchi, sfaccettati: non sono “solo vittime del tempo” ma esseri che convivono con le loro cicatrici, le loro speranze, le rinunce. Vanni è centrale ma non perfetto, Costanza, Agata, Virginia (personaggi laterali ma importanti) aggiungono prospettive diverse. 
Ho sentito  la tensione tra ricordo e desiderio, l’eredità del passato (con le sue guerre, le persecuzioni) che pesa sul presente. Questo dà al libro uno spessore emotivo più grande che una storia solo romantica o nostalgica. 

Una lettura che mi sento di consigliare!

Angelica