L’autore costruisce un romanzo storico che porta il lettore nell’Ottocento, siamo nel 1899 e il re Umberto I e la sua consorte Margherita visitano Cagliari. Ricci non elemosina le descrizioni, che sono accurate e rendono la Sardegna ancora più bella ma anche misteriosa. Infatti, accadono sinistri omicidi e si ritroveranno ad indagare anche un medico e un conte. Lo stile è impeccabile, ricco di dettagli storici, descrizioni dei luoghi e delle culture, ma al tempo stesso evocativo: più che raccontare solo fatti, cerca di far respirare l’atmosfera di un’epoca in bilico tra razionalità e superstizione, progresso scientifico e spettacolo. È un romanzo che mescola storia e invenzione, offrendo al lettore una riflessione sul rapporto fra realtà e illusione, verità e potere. In definitiva, I giorni del re è una lettura che affascina chi ama la narrativa storica densa di atmosfere, e al tempo stesso chi cerca romanzi che si interrogano su cosa significhi davvero “governare” e “apparire”. Riesce a far appassionare il lettore con le dosi giuste di mistero e teatralità nel raccontare le vicissitudini dei protagonisti.
Angelica
