Il maresciallo Alfredo Mantegazza viene inviato sulle sponde gelide del Lago Segrino,  per indagare sulla tragica morte di Roberto Riva, giovane erede di un impero industriale. Sebbene tutto sembri puntare al suicidio, il protagonista intuisce subito che ci sono troppe incongruenze: Roberto frequentava da mesi una cascata considerata sacra da un folto gruppo di seguaci devoti alla figura carismatica di Laide Frigerio, una “santona” che attrae donazioni controverse. L’indagine apre una voragine nella vita privata dei Riva, fatta di invidie familiari, segreti e tensioni sotterranee, si scoprono infatti scheletri nell’armadio e segreti importanti.Interessante scoprire anche la vita personale del maresciallo,un uomo segnato dalla perdita, nervoso perché ha smesso di fumare, arroccato nella routine quotidiana con il suo cane Ruben, non è un eroe senza macchia, ma un personaggio che si scopre pezzo dopo pezzo, con la sua fragilità umana e una schiettezza disarmante.. La scrittura è asciutta ed essenziale, mai compiaciuta, l’autore calibra perfettamente ritmo lento e tensioni investigative, alternando momenti riflessivi a svolte narrative senza forzature. Anche se un giallo incalzante, ha tematiche familiari di invidia, fede e manipolazione, solitudine e fragilità di alcuni dei personaggi. Giovanni Cocco dimostra di saper dosare suspense e introspezione, raccontando una storia che parla non solo di un delitto, ma del bisogno di credere, della fragilità delle relazioni familiari e del dolore interiore che spesso guida le indagini più complicate.

Sarà il primo di una serie? spero proprio di si…

Angelica