Prima di tutto l’uomo

Non vivere su questa terra
come un estraneo
e come un vagabondo sognatore.

Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare,
ma prima di tutto credi all’uomo.

Ama le nuvole, le macchine, i libri,
ma prima di tutto ama l’uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca,
dell’astro che si spegne,
dell’animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza
e il dolore dell’uomo.

Ti diano gioia
tutti i beni della terra:
l’ombra e la luce ti diano gioia,
le quattro stagioni ti diano gioia,
ma soprattutto, a piene mani,
ti dia gioia l’uomo!

Nâzım Hikmet  (Salonicco, 20 novembre 1902 – (all’anagrafe verrà  registrato il 15 gennaio 1902 – Mosca, 3 giugno 1963) è stato un poeta, drammaturgo e scrittore turco naturalizzato polacco. Viene riconosciuto come uno dei poeti più importanti dell’epoca moderna e del 900, in particolare per le sue poesie dedicate all’amore e per il suo capolavoro Le poesia d’amore. Nel 1950 viene anche candidato per il premio Nobel per la pace, e vincerà nello stesso anno il “World Peace Council prize”. Aderì al Partito Comunista turco, e verrà arrestato nel 1928 per affissione irregolare di manifesti politici. Il 20 novembre del 1902 nasceva a Salonicco, Nazim Hikmet da il padre  Hikmet Bey, che era un diplomatico Turco, e la madre la pittrice Ayşe Celile Hanım.

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
(Poesie d’amore. da Lettere dal carcere a Munevvér, 1942)