O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l’anno, sovra questo colle
io venia pien d’angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, ché travagliosa
era mia vita: ed è, né cangia stile,
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso,
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri!

Il conte Giacomo Leopardi “Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi” (Recanati, 29 giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837) è stato un poeta, filosofo, scrittore, filologo italiano, è considerato uno dei poeti maggiori dell’800 e uno dei massimi della letteratura mondiale. Giacomo Leopardi nasce a Recanati il 29 giugno del 1798 da una famiglia nobile, era il primo di dieci figli, il padre era il conte Il conte Monaldo Leopardi, filosofo e lettera e la madre era la contessa Adelaide Antici. Giacomo Leopardi soffrirà tutta la vita della malattia di Pott o tubercolosi ossea, la quale porterà vari complicazione nella vita di tutti i giorni e sentimentale, e malformazione fisiche.

Consiglio di leggere di Leopardi qualsiasi cosa, non esiste cosa che non vada letta del grande poeta italiano:

 

Io ho lungamente ricusato di creder vere le cose che dirò qui sotto, perché, oltre che la natura mia era troppo rimota da esse, e che l’animo tende sempre a giudicare gli altri da se medesimo, la mia inclinazione non è stata mai d’odiare gli uomini, ma di amarli. In ultimo l’esperienza quasi violentemente me le ha persuase: e sono certo che quei lettori che si troveranno aver praticato cogli uomini molto e in diversi modi, confesseranno che quello ch’io sono per dire è vero; tutti gli altri lo terranno per esagerato, finché l’esperienza, se mai avranno occasione di veramente fare esperienza della società umana, non lo ponga loro dinanzi agli occhi.
“Incipit, Pensieri”