Il coccodrillo è un breve racconto satirico, pubblicato nel 1865, che mostra un Dostoevskij sorprendentemente ironico e grottesco, lontano (solo in apparenza) dalle cupezze dei grandi romanzi. Un Dostoevskij diverso dal punto di vista letterario, non conoscevo questo suo lato, non finisce mai di stupirmi. La trama è tanto assurda, surreale, un funzionario statale ambizioso e bizzarro, viene letteralmente inghiottito vivo da un coccodrillo. Il dettaglio più inquietante e comico, è che Ivan non muore affatto, continua a parlare, ragionare e persino a progettare il proprio futuro dall’interno dell’animale, rifiutando categoricamente l’idea di essere liberato. Interessante il comportamento della sua bellissima moglie e del suo amico, presenti anche loro al momento del fattaccio… Dostoevskij costruisce una satira feroce contro: la burocrazia russa, il narcisismo intellettuale, l’opportunismo sociale. Un racconto grottesco e geniale, che usa il paradosso per smascherare le vanità umane. Piccolo per dimensioni, enorme per intelligenza. Un vero gioiellino! Ne consiglio la lettura..

Angelica