Leggere Giuseppe Catozzella vuol dire riflettere. Con questo romanzo torna a raccontare la ricerca della propria identità, come sempre attraverso un intenso libro di formazione. Il protagonista, Francesco, cresce diviso tra la periferia di Milano e un piccolo paese della Basilicata, vivendo in contrasto tra due mondi, due culture e due modi opposti di immaginare il futuro. L’autore riesce ad affrontare temi importanti, come la famiglia, il bullismo, il rapporto tra genitori e figli e il valore delle origini. La sua scrittura è delicata e potente al tempo stesso, ogni pagina restituisce il profumo della terra, il peso delle radici e il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo. Il rapporto con il cugino Luciano è il cuore pulsante, un legame profondo che rappresenta due diverse strade possibili: quella di chi resta e quella di chi parte inseguendo i propri sogni.
Lettura scorrevole, anche se non ha grandi colpi di scena colpisce proprio per la sensibilità con cui racconta la crescita di un ragazzo che cerca di diventare sé stesso. È una lettura che invita a fermarsi, riflettere e riconoscere quanto il nostro passato continui a parlare al nostro presente.
“Ci sono sogni che ci fanno volare e illusioni che ci insegnano a camminare. La vera sfida è capire la differenza.”
Angelica
