Il romanzo, uscito nel 2020, è una moderna favola sul potere magico dei libri. Rintarō, il giovane protagonista, orfano dei genitori, ha da poco perso anche l’amato nonno, che gli ha lasciato in eredità una piccola ma affascinante libreria di volumi usati. Il ragazzo non sa che fare; da sempre timido e riservato (un “hikikomori”, ovvero una persona che ha scelto di isolarsi dalla vita sociale), ora più che mai è chiuso in se stesso e comprensibilmente depresso. È rimasto solo, almeno è quello che crede lui. Verranno in suo soccorso i libri, che il nonno gli ha insegnato a conoscere ed averne cura (“Nelle vecchie opere che hanno valicato i confini del tempo è già insita una grande forza. Se leggerai molte di queste storie, ti procurerai un sacco di amici su cui poter contare.”). All’improvviso compare un gatto parlante che trascina l’adolescente in una serie di avventure per aiutarlo a salvare i libri, come novello eroe. In realtà, saranno essi a salvarlo, conducendolo, attraverso un processo di formazione, alla comprensione della forza dell’amore e a riprendere in mano la propria vita. “Il gatto che voleva salvare i libri” è un racconto delicato che, nella sua semplicità e scorrevolezza, ci regala molte preziose riflessioni sull’importanza della lettura e dell’immaginazione, che toccano il cuore degli amanti dei libri.

recensione di Paola Treu

Traduttore: Bruno Forzan
Editore: Mondadori
Collana: Narrative
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 6 ottobre 2020
Pagine: 180 p., Brossura
  • EAN: 9788804731368