“Il gioco della devozione” è un thriller che comincia descrivendo un gruppo di cinque amici, Adeline, Rupesh, Steve, Jen e Will nel pieno della loro giovinezza. Un giorno Steve propone agli altri ragazzi una specie di gioco che denomina ” della devozione” per verificare il grado di affiliazione al gruppo. Durante questa attività si comprendono e si approfondiscono le relazioni e le dinamiche fra gli amici e si iniziano a percepire i loro caratteri e le loro intenzioni. Ma un giorno, Will, durante delle confessioni che si stanno facendo i ragazzi, afferma che in futuro vorrebbe diventare un serial killer e descrive il modo in cui ucciderebbe le sue vittime facendole passare per suicidi o incidenti. Il gruppo rimane turbato, ma il discorso finisce in quel momento, senza che nessuno ci pensi più per molto tempo. Dopo 15 anni gli amici si riuniscono nuovamente, tranne Will che sembra scomparso. Chiacchierando, gli torna in mente la confessione del ragazzo e, cercando sul web, scoprono degli omicidi uguali a quelli descritti quella lontana giornata di tanti anni prima. Così iniziano ad indagare e a cercare Will. Nel romanzo viene dato il giusto spazio ai protagonisti e si crea un certo mistero sul fatto che potrebbe esserci un serial killer e che potrebbe essere il loro amico. Le loro personalità vengono ben delineate, forse troppo, tanto che a metà del libro si può già comprendere chi sia il colpevole e per quale motivo. Tutto sommato, però, il thriller è scorrevole, piacevole da leggere soprattutto grazie agli sbalzi temporali fra passato e presente , e alle dinamiche che si instaurano fra i vari personaggi, le loro bugie e le mezze verità. Ho apprezzato il romanzo e lo consiglio alle persone che amano le dinamiche complesse e che hanno nostalgia delle amicizie del passato… O forse no.