《Novembre 2001. Åsne Seierstad entra a Kabul e nella vita di Sultan Khan, il libraio che ha pagato con il carcere lo scontro per la dignità della sua nazione. La giovane reporter norvegese diventa per quasi un anno “la figlia bionda” di Sultan, ospite nella sua casa e testimone di amori proibiti, crimini, punizioni, ribellioni giovanili e ingiustizie che segnano la vita quotidiana della famiglia Khan, divisa tra l’onore e le umiliazioni subite, soprattutto dalle donne, sotto il regime talebano. Il libraio di Kabul è il resoconto di quell’esperienza straordinaria, la voce di un popolo che cerca di risollevarsi dopo la guerra, i sogni di riscatto che squarciano il buio di una società in lotta per la sopravvivenza.》 ” C’era questo libro che mi attirava sugli scaffali della biblioteca, poi il giorno prima del secondo lockdown l’ho preso d’impulso. Mi ha affascinato la storia, il fatto che una giornalista norvegese venga accettata in una famiglia che vanta tradizioni millenarie ma che sono pronte ad aprirsi a una nuova era, ma purtroppo le tradizioni a volte possono risultare aberranti dal punto di vista occidentale, ma ti lascia nel cuore una speranza che qualcosa può cambiare proprio come si ostina a fare e a credere Sultan Khan.”
Lety Hakuna Matata