In questo libro l’accento si sposta da Daniel, protagonista quasi indiscusso nell’ombra del vento, a Fermin e al suo passato. Scopriamo i compagni con i quali ha condiviso la prigionia durante la guerra, Salgado e il tesoro che ha nascosto e David Martin, scrittore, presunto padre di Daniel (protagonista del Gioco dell’angelo) e conosciamo Valls, il “cattivo” di turno, che si ripresentera’ nel labirinto degli spiriti, molto più diabolico di quello che si riesce a intravede in questo libro. Scopriamo il lato umano, romantico e buono di Fermin, un’anima martoriata dalle esperienze più crude della vita, che non perde mai speranza e volontà. La lettura è sempre molto scorrevole e spinge a continuare, pieni di curiosità da soddisfare. Ho una certa difficoltà a definire lo stile di Zafon. Quando finisco i suoi libri mi dico “bella storia!” non stupefacente o grandiosa, eppure mentre leggo, la trama si intreccia, si dipana, si riaggroviglia, confonde e poi, di fatto, seduce. Zafon va letto almeno una volta nella vita, lo ribadisco.

Recensione di Laura Di Flaviano