Leo Giorda ci regala un romanzo quasi noir, sintetico nella storia, non si dilunga in inutili e prolisse descrizioni. Il protagonista detto anche Woodstock fa il maestro, ma per un’intuizione riesce a risolvere un’indagine sui dei bimbi scomparsi. Questo gli da fama e un invito per un intervista, purtroppo commette una gaffe che gli costerà la carriera a scuola. Ma come si dice, quando si chiude una porta si apre un portone, e così viene chiamato per risolvere un delicato caso di suicidio, con lui per questo caso una amica lo supplica di portarsi un compagno. Inizierà così un’indagine un pò fuori dalle righe ma che darà i suoi frutti… Ho gradito molto questa scrittura scorrevole, rapida, quasi visiva, non ci sono tempi morti. Al centro c’è un legame indissolubile tra i protagonisti, un’alleanza che sfida le regole sociali e morali. È un’amicizia che salva e condanna allo stesso tempo.
Lettura consigliata!!
Angelica
