“Ogni libro è un lucchetto e il lettore è la sua chiave”. Si tratta di un thriller ambientato all’università che racconta in maniera inquietante il pericolo nascosto dietro il piacere di perdersi tra le pagine di un libro. Grazie a una storia esplosiva che unisce la letteratura al mistero sulla vera identità di uno scrittore, La cella del male si sviluppa su due linee temporali, una che si svolge nel 1994 e una ai giorni nostri. I personaggi sono gli stessi: Richard Aldiss, professore universitario finito in prigione per l’assassinio di due studentesse e 9 brillanti studenti, menti illuminate e insieme terribilmente deviate, selezionati per frequentare un corso con lui, mentre si trova in carcere. I due veri protagonisti del libro sono Richard Aldiss e Alex Shipley, la studentessa che nel 1994, durante il corso, grazie agli indizi di Aldiss, si convince che non sia il vero assassino delle ragazze. Il fulcro di tutto il racconto gira intorno all’identità di un autore, Fallows. Gli studenti leggono e analizzano a fondo, insieme al professore, la simbologia nascosta tra le pagine dei suoi libri e individuano una sorta di caccia al tesoro che dovrebbe scagionare Aldiss. Ai giorni nostri, gli stessi studenti, che ormai conducono vite completamente diverse e separate vengono riuniti a causa della morte di uno di loro. Sono ospiti del preside dell’università e, nell’enorme villa, vengono indotti da molteplici circostanze, tra le quali altri omicidi, a sospettare l’uno dell’altro finché Alex, di nuovo, scoprirà il vero assassino. I sospetti si spostano continuamente da un soggetto all’altro e il finale toglie ogni faticosa certezza. Inquietante, molto articolato, è necessario prestare molta attenzione perché i personaggi sono tanti e tutti importanti.

Laura Di Flaviano