Ho amato molto questa lettura, a tratti struggente ma anche di riflessione. Il romanzo è ambientato inizio Novecento tra le risaie di Vercelli e la Torino borghese. La protagonista è la giovanissima Lena, orfana e mondina. Dopo la tragica morte della sua migliore amica e una vita di fatica e solitudine, Lena viene invitata dalla ricca Grazia a trasferirsi a Torino con la promessa di una vita migliore. Dietro quell’apparente salvezza però si nascondono inganni, desideri e dinamiche di potere che segnano profondamente entrambe. Qui purtroppo vedremo la povera Lena ingannata e ripudiata proprio da quelle persone che avrebbero dovuto prottegerla e amarla.
La maternità sarà uno degli argomenti principali, insieme alla povertà e la libertà personale. L’autrice si impegna a trasmettere empatia nei personaggi e nella storia.
Ho molto apprezzato questa lettura e il suo stile; è un romanzo che non punta solo a raccontare un’epoca, ma a dare voce alle donne spesso marginalizzate dalla storia.
Angelica
