Ho trovato questo giallo molto accattivante, mi ha stregata, credevo di aver scoperto a metà libro l’assassino, ma poi, sorpresa… Ambientato  in una Milano di agosto, afosa e ovattata, dove il silenzio è interrotto solo dallo sferragliare dei tram. Il cuore della vicenda è il White Lotus, un centro olistico di meditazione, pieno di piante e statue zen. Un’oasi di pace apparente che diventa teatro di un evento tragico: la morte improvvisa della giovane Augustine durante una sessione di meditazione. Il romanzo ha due storie che viaggiano parallele, scoprire chi è l’assassino e scoprire le vicissitudini della madre dell’ispettrice Amanda, ragazza molto particolare, riservata e con un poter particolare, sente gli odori delle persone e ne capisce il carattere e le caratteristiche più importanti. E così quello che inizialmente sembra un malore si rivela essere l’inizio di un’indagine densa e sensoriale, il romanzo non si limita a cercare il colpevole, ma porta alla luce le vulnerabilità psicologiche di chi cerca risposte spirituali, il confine sottile tra guida spirituale e controllo. Un viaggio dietro la facciata di perfezione dei centri benessere moderni. L’autrice  ha una capacità incredibile di descrivere atmosfere e odori. Una lettura che sicuramente riesce a tenere il lettore attento e incollato fino all’ultima pagina. La narrazione è ritmata, vivace e molto visiva, a tratti sembra veramente di essere li. Si denota una certa competenza nelle  dinamiche della meditazione e dei gruppi olistici. La morte non medita di Geraldina Neri (edito da Piemme, uscito proprio in questi giorni di marzo 2026) è un giallo che segna un’interessante evoluzione per l’autrice dopo il successo di Naftalina.

Angelica