Il bracciante Neli, giovanotto sempre pieno di vita e prossimo a sposare la sua ragazza, è in campagna con il fratello alla lavorazione della mandorle. All’improvviso sente suo cugino Zarù che si sta sentendo male, e lo trova che giace nella stalla, moribondo in preda ad una grossa febbre. Insieme a Saro, corre a chiamare il dottore del paese in quel momento particolarmente impegnato per i troppi problemi tra i clienti, la famiglia numerosa e tanti altri impicci. Poiché quello prende tempo per preparare la mula e raggiungere Zarù e visitarlo, nell’attesa Neli decide di andare dal barbiere lì vicino per farsi radere e star in ordine all’appuntamento nel pomeriggio con la fidanzata. Ahimè, il barbiere, preso dalla fretta, mentre lo rade, gli fa un taglietto sul viso, tutto sommato una piccola cosa. Subito glielo disinfetta, mentre ascolta quello che Neli gli sta raccontando di Zarù, sofferente per una misteriosa malattia. Il dottore finalmente arriva alla stalla sulla mula e visita il poveretto che giace e urla, pieno di rabbia, tutto gonfio e nero. Al termine dell’esame il dottore diagnostica essere “carbonchio” e chiede a Zarù, ormai morente, se mai fosse stato punto da un insetto. Nella confusione mentale in cui versa e sul punto di rispondere di sì, cioè una mosca, il poveraccio vede Neli mentre si dà uno schiaffo sul viso, proprio sul ‘taglio’ per scacciare “una mosca”! Allora, sapendo che ormai quello che gli è stato decretato, sarà la sua morte, preso da un’ invidia orrenda, decide di non dire di essere stato anche lui pizzicato dalla Mosca perché così anche l’odiato Neli morirà e non lui solo! Cosa può fare l’invidia con la sorella cattiveria!
Maria Cisonna
