Opera d’esordio di Alberto Mati, “La pittrice di Rennes” è un romanzo intimista che mette al centro una donna segnata da una frattura profonda, emotiva ed esistenziale. Alessandro, uno dei protagonisti,si sta recando dai suoi amici quando in stazione fa un incontro che sicuramente gli cambierà la vita.. La trama si sviluppa attorno a un momento di rottura che induce i protagonisti, a cambiare luogo e ritmo di vita: Rennes diventa così lo spazio del distacco, ma anche della possibilità. Non una fuga, bensì un tentativo di ricomposizione. Anche per Alessandro, La pittura non è semplice sfondo narrativo, ma vero motore della storia. Attraverso l’arte, la protagonista prova a rimettere ordine nel caos interiore, a dare forma a ciò che le parole non riescono a contenere. L’autore, sceglie una scrittura sobria, essenziale, che evita spiegazioni eccessive e affida molto ai silenzi, ai gesti minimi, alle atmosfere. Questo stile rende il romanzo coerente con il suo tema centrale: il dolore non viene risolto, ma attraversato.Rennes non è solo una città, ma un luogo simbolico di sospensione, dove passato e presente convivono senza mai annullarsi. La narrazione procede con lentezza controllata, chiedendo al lettore attenzione e disponibilità emotiva. In cambio, offre una riflessione sincera sulla fragilità, sulla perdita e sulla forza quieta dell’arte come strumento di resistenza. Un libro misurato, delicato, che non cerca effetti, ma lascia una traccia profonda e duratura.
Angelica
