Due abissi: dietro a me l’eternità

Due abissi: dietro a me l’eternità,
sotto il mio sguardo l’immortalità,
ed io alloro confine
La morte l’ultimo grigiore orientale
consumato dall’ alba
innanzi che cominci l’Occidente.

Dopo v’è un regno, dicono,
eterno ed immutabile,
il cui Re da nessuno trasse origine
è egli stesso la propria dinastia
senza data, e se stesso diversifica
in duplicato divino

Davanti a me il miracolo si estende,
miracolo alle spalle e mi circonda,
ed il mare s’inarca,
con mezzanotte a Nord
e mezzanotte a Sud,
mentre in cielo trascorre l’uragano.

Arthur Rimbaud