A J. Halford, Esq.

Caro Halford,

quando ci siamo visti l’ultima volta, mi hai fatto una narrazione molto minuziosa e interessante degli eventi più significativi della tua gioventù, accaduti prima che ci conoscessimo: e poi mi hai chiesto di ricambiarti con qualche confidenza. Non essendo in quel momento nello spirito adatto a raccontare storie, mi sono rifiutato, con la scusa di non aver niente da dire, e altre giustificazioni ugualmente evasive, da te ritenute del tutto inammissibili. Infatti hai cambiato immediatamente discorso, ma lo hai fatto con I’aria di chi, pur senza un lamento, è profondamente ferito; la tua faccia si è adombrata come se una nuvola l’avesse incupita, e questo sino alla fine del nostro colloquio e, per quanto ne so, la cupezza perdura; da quel momento infatti le tue lettere sono state contrassegnate da una certa qual freddezza e da un dignitoso, quasi malinconico riserbo, che mi avrebbero molto colpito se la mia coscienza mi dicesse che li merito.

“Incipit, La signora di Wildfell Hall” Traduzione di Francesca Albini

Anne Brontë (Thornton, 17 gennaio 1820 – Scarborough, 28 maggio 1849) è stata una scrittrice inglese sorella di Charlotte Brontë ed Emily Brontë.