Questo romanzo racconta una storia cruda, poetica, coinvolgente, una storia raccontata con lo sguardo innocente di un bambino, Momo’ , che in fondo mantiene la promessa fatta al signor Hamil , di raccontare ,come Hugo, la storia dei miserabili, degli ultimi. Il linguaggio è colloquiale, talvolta sgrammaticato, proprio come sarebbe il linguaggio di un bambino cresciuto in mezzo alla miseria, senza frequentare la scuola. Un linguaggio adeguato che mostra l’anima di Momo’, un bambino molto sensibile, capace di guardare al di là delle diversità e di capire ed affrontare situazioni e questioni considerate troppo delicate per la sua età. I personaggi sono tutti raccontati con uno sguardo benevolo e divertito. Leggendo questo libro mi sono tornati in mente i versi di una canzone di De André, ” Dai diamanti non nasce niente; dal letame nascono i fiori”. Ed è così che ci si ritrova a commuoversi nell’osservare questo fiore, che nessuno noterà, perché cresce sul marciapiede di un quartiere periferico, tra prostitute, figli di prostitute, orfani, ebrei, musulmani, drogati, trans. Ma questo fiore ,questo amore profondo , resiste nonostante tutto.  E quando lo si nota non si può che ammirarlo e pensare che in fondo, in qualsiasi situazione si viva, ciò che conta è l’amore, l’amore incondizionato, l’amore che regala speranza, l’amore che non arretra di fronte alla paura. Una storia che ti resta dentro.

Paola Caponigro

Traduttore: Giovanni Bogliolo
Editore: Neri Pozza
Collana: Biblioteca
Edizione: 10
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 11 giugno 2009
Pagine: 214 p., Brossura
  • EAN: 9788854500341