Teo quasi trentenne vive e lavora a Milano, dopo dieci anni fa ritorno a Foro per assistere al matrimonio di Giorgio e di Matilde, amici d’infanzia. Questa è l’ occasione per ritrovare il suo gruppo di amici di adolescenza e di liceo: oltre a Giorgio e Matilde ci sono Tommaso, Marta e Sofia. Ripercorre la loro storia tra passato e presente, tra le feste e la spensieratezza della gioventù, e i traumi e i “draghi” da sconfiggere che la vita ha posto ad ognuno di loro. Questo romanzo leggendolo per alcuni versi, accomuna il lettore a molti eventi narrati. Il gruppo di amici che si crea da ragazzi e che sembra durare in eterno, accorgendoci poi che la vita porta a strade diverse. Le feste, i litigi i pianti, le ubriacature con gli amici che in quel periodo della vita li senti come fratelli. Il mantra continuo del libro è: “Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo?”. Se all’ inizio poteva essere un motivo di riflessione, il susseguirsi di questa frase, ha reso banale questo incessante “slogan”. A mio parere è stato l’ unico punto stonato di un romanzo comunque interessante.
Antonio Martino
