Questo non è un semplice romanzo, ma un affresco storico del 1864 che restituisce voce a una Roma che rischia di sparire. Ambientato nel cuore del rione Parione, il racconto si focalizza sulla vita quotidiana di un gruppo di donne tra cui Luisa, che aiuta le donne quando si avvicinano alla maternità in un modo o nell’altro. L’autrice riesce a descrivere nei minimi dettagli la vita domestica di un quartiere, con una bellissima narrazione, e così Piazza del fico non è solo uno sfondo ma un vero palcoscenico. Quello che più mi ha colpito è la solidarietà femminile che traspare in ogni pagina, e anche dove vige il patriarco, loro creano alleanze e amicizie. E qui appare Angela, che cerca di sfuggire a questo proprio grazie alla maternità. Anche dove si intrecciano intrighi e menzogne, sono fatte a fin di bene . La scrittura è densa di verità; si avverte quasi l’odore del vicolo e il suono delle voci che si rincorrono tra i palazzi.
È una lettura preziosa per chi ama la storia raccontata “dal basso”, con i suoi petegolezzi. Non cerca il colpo di scena ma punta sulla potenza della memoria e sull’identità di una comunità che oggi, tra gentrificazione e turismo, appare quasi leggendaria. Una lettura fine e che merita di essere letta e conservata…
Angelica
