L’ipotesi del male è un thriller psicologico molto ben riuscito in ogni sua sfaccettatura. Il tema ruota intorno alla sparizione: individui, spariti da anni, all’improvviso ritornano e uccidono. Ogni omicidio è collegato al seguente da un indizio che crea una caccia all’ultimo minuto e gli omicidi legano una serie di persone che sembrano risvegliarsi dal buio, spinte da una sorta di disegno superiore. Protagonista del romanzo è Mila Vasquez, poliziotta con alle spalle un passato difficile da superare. Dall’ultimo caso del suggeritore, da tutto il male generato, è nato anche qualcosa di molto bello. L’ ipotesi del male gioca molto con la dualità tra bene e male. Queste due entità possono esistere l’una senza l’altra o sono intrinsecamente collegate? Carrisi risponde proponendo un viaggio nell’oscurità interiore di ogni personaggio, in special modo di Mila, mostrando luci e oscurità, e spiegando, tra le pagine del libro, che il bene di alcuni coincide sempre con il male di altri. Bene e male non sono affatto due entità che si escludono a vicenda, ma possono essere complementari, due opposti necessari per cui senza il male non esisterebbe il bene e viceversa. In questo romanzo le sensazioni associate all’essere che si cela dietro i delitti sono inquietanti, perché pare aver progettato tutto nei minimi dettagli da anni, in un grande disegno malvagio, e possiede capacità così raffinate che fanno pensare ad una entità non umana. L’ipotesi del male è una conferma delle straordinarie capacità narrative di Carrisi, caratterizzato da capitoli brevi, molto scorrevoli, e colpi di scena che si susseguono a ritmo piuttosto serrato.

Laura Di Flaviano