Il libro è una sorta di diario/racconto di Christopher, un ragazzo di 15 anni, che trova Wellington, il cane di una vicina di casa, infilzato da un forcone da giardino. Il ragazzo decide di svolgere delle indagini personali per scoprire chi possa averlo ucciso, anche se fortemente sconsigliato da tutti. L’autore adotta questo curioso titolo e, di fatto, trae in inganno il lettore che si aspetta una sorta di giallo mentre invece l’obiettivo è tutt’altro. È Christopher a raccontare in prima persona e la particolarità di questa lettura è proprio il suo punto di vista perché si tratta di un ragazzo autistico. A Christopher viene rivelato in tempi abbastanza brevi l’assassino di Wellington, rivelazione che manda completamente in frantumi la sua esistenza già travagliata e lo porta a compiere scelte che solitamente non prenderebbe mai. Il libro è molto bello, mostra nel dettaglio le difficoltà di una famiglia che deve interagire con un soggetto autistico e la fatica dello stesso nel non riuscire ad approcciarsi agli altri come tutti “normalmente” fanno. Questo rende la lettura un po’ pesante in alcuni momenti perché Christopher si sofferma spesso a descrivere dettagli che un qualunque lettore troverebbe superflui o poco inerenti al racconto, come lo sviluppo di un problema di matematica o la descrizione della trama di un tessuto ma, tolto questo, si presenta comunque come un libro di un certo spessore. I miei complimenti vanno certamente all’autore che ha saputo così ben destreggiarsi all’interno di una mente diversamente organizzata come quella di un ragazzo autistico.

recensione di Laura Di Flaviano

Traduttore: Paola Novarese
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 247 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788806176594