Mi sono avvicinata a quest’autrice per campanilismo: sono friulana da parte di padre e Ilaria Tuti ambienta i suoi romanzi in quella regione, a cui sono profondamente legata; dopodiché ho scoperto un’autrice di talento, con una scrittura piena di grazia. Dopo “Fiori sopra l’inverno”, suo romanzo d’esordio, ritorna con “Ninfa dormiente”, in cui è nuovamente protagonista Teresa Battaglia, commissario di polizia specializzato in profiling. Il nuovo caso riguarda il ritrovamento della “Ninfa dormiente”, un ultimo quadro, eseguito sett’anni prima, durante gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale, da un pittore che da decenni vive in un mutismo autoimposto, e che si scopre essere stato realizzato con sangue umano. Le ricerche porteranno Teresa e la sua squadra in Val Resia, una zona di confine isolata e bellissima, la cui popolazione ha un patrimonio genetico unico al mondo, parla una lingua immutata da millenni ed è fortemente legata alle tradizioni. La strada per scoprire l’assassino di quel vecchio delitto, un “cold case”, un “caso freddo”, come vengono definiti i delitti rimasti insoluti, condurrà alla scoperta di segreti sacri e antichi rituali, seppure c’è qualcuno, nell’ombra, che fa di tutto per impedirlo. Teresa Battaglia è un personaggio straordinario, di donna volitiva e compassionevole, con un passato di sofferenza, dal quale non si è mai liberata del tutto. In questo secondo romanzo acquista maggiore spessore psicologico e si conosce qualcosa di più della sua vita. È una protagonista indimenticabile, alla quale è difficile non affezionarsi. Anche gli altri personaggi vengono meglio delineati, in particolare l’ispettore Marini, per il quale Teresa prova un forte affetto materno. La scrittura di Ilaria Tuti è delicata, figurativa per certi versi e precisa quando descrive i particolari delle analisi scientifiche. Cattura fin da subito l’attenzione del lettore e la mantiene alta sino alla fine. Consiglio questo libro non solo agli amanti del thriller, ma anche a chi ha voglia di leggere di racconti antichi, di perdersi in ambientazioni suggestive e misteriose, in una natura fatta di boschi e cime montuose di grande fascino.

Paola Treu