Questa indagine, sin dall’inizio,risulta diversa dalle solite; lo sa l’Autore, lo intuiscono il commissario e i suoi collaboratori, lo capisce, ovviamente, anche il lettore.C’e’ la solita ironia che accompagna le indagini di Montalbano, ci sono tutti gli elementi che accompagnano il commissario; si ride ma si ha anche la consapevolezza della fine del mondo di Vigata e del suo commissariato.Camilleri con autoironia mette a nudo il suo rapporto con il suo personaggio più famoso che gli ha regalato tanta fama ma che lo ha reso vittima anche di attacchi e critiche; ma,nonostante tutto, Camilleri è affezionato al suo commissario e lo saluta, ricorrendo alla tecnica pirandelliana del metaracconto e con lui saluta anche il suo “doppio”( anche qui torna Pirandello) televisivo e tutti gli estimatori di questo personaggio che continuerà a vivere nei cuori di tutti coloro che lo hanno amato.Tra rimandi letterari, nostalgia, umorismo il lettore giunge insieme al commissario alla fine di questo felice (anche se irrequieto ) sodalizio, alla fine di questo viaggio.Questo romanzo doveva necessariamente essere diverso e così è stato.Camilleri chiude le vicende di Montalbano a modo suo,con originalità. Sicuramente da leggere per chi ha amato Montalbano e Camilleri
Paola Caponigro