《William Stoner nasce in una povera famiglia nella campagna del Missouri e inizia a lavorare nel terreno del padre. Nel 1910, all’età di diciannove anni, accede all’Università di Missouri e si iscrive alla facoltà di Agraria. Durante un corso di Lettere e Filosofia il professore legge il sonetto n.73 di Shakespeare e Stoner ne resta affascinato, perciò dirotta i suoi studi verso la letteratura. Otto anni dopo si laurea, diventando insegnante presso la stessa università in cui ha condotto gli studi.
Successivamente si sposa con Edith, dalla quale ha la figlia Grace, ma il loro matrimonio diventa infelice e contrastato; dopo vari anni si innamora di Katherine Driscoll, una giovane studiosa conosciuta in un corso ma la loro relazione, che inizialmente i due riescono a mantenere nascosta, viene scoperta e scatena uno scandalo all’interno dell’università. Stoner è perciò costretto a lasciare la compagna. La carriera universitaria prosegue senza successi né promozioni, ostacolata per venticinque anni dal suo capo di dipartimento. Stoner muore nel 1956, all’età di sessantacinque anni.》

“Mi sono chiesta come mai un libro che parlava di un uomo dalla vita piatta e desolata, potesse scatenarmi delle emozioni. Sono partita con questa lettura come un diesel, ma una volta acceso il motore ho viaggiato nei meandri di questa vita inetta e passiva. Ci sono stati dei momenti in cui mi sono arrabbiata e desideravo fortemente che Stoner prendesse il sopravvento sulle situazioni e quando soccombeva ne restavo amareggiata. Stoner subisce gli eventi senza provare a cambiarli.
Il finale non ho potuto fare altro se non commuovermi perchè sì, quel professore a tratti mi ha fatto indispettire, ma non ero pronta a dirgli addio.
Sembra che non succeda nulla nella sua vita e invece succede tutto. Mi ha fatto riflettere sull’ineluttabilità della vita subita da chiunque senza spostarsi realmente di un millimetro. Siamo un po’ tutti William Stoner”

Lety Hakuna Matata