Un giovanissimo poliziotto si ritrova ad indagare sulla scomparsa di due bambine, forse scappate, forse rapite o uccise. Per Rouge Kendall l’indagine è emotivamente difficile perché lui stesso ha perso la sorella gemella quindici anni prima, uccisa forse dalla stessa mano dell’ipotetico rapitore del caso sul quale sta indagando. Gwen e Sadie sembrano ricalcare lo stesso modus operandi di precedenti vittime; una “principessa”, bella e ricca e la sua migliore amica che la attira inconsapevolmente nella trappola. La migliore amica viene uccisa subito perché serve soltanto da esca, mentre il pedofilo abusa della principessa che poi uccide e lascia ritrovare nel giorno di Natale. Il racconto è molto articolato e i punti di vista variano spesso da Rouge, a Mortimer Cray, lo psichiatra che ha in cura l’assassino ma che a causa del segreto medico/paziente non può denunciare, ad Ali, sua nipote, esperta profiler di pedofili e compagna di canto di Rouge quando erano piccoli, a Gwen che cerca di fuggire, ai suoi genitori e quelli di Sadie che tra l’altro descrivono la bambina come un soggetto incredibilmente scaltro e a tratti sadico che potrebbe mettere in difficoltà persino l’assassino. Il romanzo non ha un ritmo particolarmente sostenuto ma non è lento e nemmeno noioso, il colpevole è ben protetto e arrivare a lui non sarà né semplice né ovvio. I colpi di scena, in particolar modo verso la fine, non mancano, soprattutto per Ali che rimane confusa dall’epilogo della vicenda. Il libro lascia con una particolare sensazione di vuoto ed ineluttabilità ma anche una sottile speranza conservata in in chi, nonostante tutto, riesce ad avere fede.

Laura Di Flaviano