La storia inizia verso la fine dell’estate 1960. Gordon, Chris e Teddy si trovano nel loro rifugio sull’albero a giocare a carte. All’improvviso arriva Vern con una notizia incredibile. Ray Brower, un coetaneo di un paese limitrofo, è scomparso da qualche settimana e Vern, ascoltando di nascosto suo fratello parlare con un amico, scopre dove si trova il corpo senza vita del ragazzo. I quattro, a caccia di forti emozioni perché annoiati da una lunga e torrida estate, decidono di andare a vedere quello che è rimasto di Ray Brower. Comincia così l’avventura che tirerà fuori le loro personalità, le paure, gli incubi personali, i punti deboli, la simpatia, la sensibilità. In particolare emerge il legame tra Gordie e Chris. I due ragazzi si stimano e si vogliono bene. Gordie vede Chris come il leader del gruppo, il duro della situazione, ma un duro dotato di grande sensibilità e capacità di comprendere, ascoltarti, consolarti e di rivolgerti sorrisi incoraggianti. Chris invece vede Gordie come un amico in grado di accettarlo e rispettarlo anche se un reietto della società e figlio di un ubriacone. La narrazione è affidata a Gordon Lachance che, ormai adulto e diventato scrittore, decide di raccontare l’incredibile esperienza vissuta con i suoi tre amici della preadolescenza parlando di amicizia, coraggio, forza, desiderio di riscatto e onore. Sento sempre molto forte l’impronta di King nei suoi romanzi, una sorta di accento malinconico sull’ineluttabilità della vita.

Laura di Flaviano