“Le persone sono come calamite e, prima o poi, si toccheranno.” Sara è logorroica e affamata d’amore, Carmen è una bugiarda cronica. Hiroshi è introspettivo e silenzioso, Jun è pieno di sé eppure vuoto. Sara incontra Hiroshi e se ne innamora; Carmen è da sempre innamorata di Jun ma non ne conosce nemmeno il nome, quando ne parla a Sara lo chiama Perfetto Sconosciuto. Jun incontra Sara, se ne invaghisce ma lei continua a a pensare a Hiroshi. Mentre le loro vite si toccano, in tre brevi e intensi giorni, Hiroshi impara a sfogarsi, Sara ad ascoltare, Carmen si domanda se ha ancora voglia di nascondersi dietro le bugie e Jun prova a liberarsi dal senso di inadeguatezza che nutre la sua sgradevole superficie. Le strade di questi ragazzi, le loro storie a poco a poco rivelate, si incrociano, si toccano, si confrontano per poi ritrovarsi in uno strano gioco del destino dove il karma la fa da padrone. “Se New York è una mela Tokyo è un melograno”. Durante il racconto, Tokyo respira, diventa una donna, dotata di colonna vertebrale, arterie, apparato digerente, sbadiglia, mastica e sputa. Si nutre dei suoi abitanti. Non con prepotenza ma con la nuda legge di sopravvivenza della natura, come all’interno di un ciclo vitale. Niente è casuale, nulla è sprecato, nemmeno una vita che finisce sotto un treno. Il libro lascia il segno in più modi; per il ritmo di una storia che sembra inciampare per la fretta di vivere ma non inciampa mai perché impara a mantenere un equilibrio seppure instabile; per le eccellenti ed animate descrizioni di una città più viva degli uomini che la abitano; per le brevi carrellate sfuggenti eppure toccanti di personaggi di passaggio, estranei alla storia principale. È stata una lettura nuova, diversa, curiosa, intensa, originale nel modo di essere raccontata e non priva di colpi di scena, uno dei quali mi ha lasciata letteralmente a bocca aperta. Io ne suggerirei la lettura soprattutto se siete curiosi di conoscere Tokyo.

Laura Di Flaviano