Vienna, 1936. Un brillante funzionario statale, sposato, riceve la mattina del suo cinquantesimo compleanno una lettera vergata in una “scrittura femminile azzurro pallido, con caratteri grandi, un poco ripidi e severi”, che si insinuerà prepotentemente nella sua vita impeccabile. A scriverla è Vera, una donna del passato, il suo unico, vero grande amore, cancellato dalla memoria di lui come “una tomba interrata che nessuno riesce più a localizzare.” È una richiesta d’aiuto alla quale Leonida, dopo qualche tentennamento, decide di soddisfare, a costo di stravolgere la propria esistenza. Una serie di colpi di scena condurranno a un finale amaro, in cui il protagonista si rende conto di aver respinto un’occasione di salvezza, incapace, per sua natura, di saper cogliere offerte di questo genere, per restare lo stesso uomo meschino e opportunista di sempre. Atteggiamento che gli ha garantito la fama e gli agi di cui gode. In questa storia dalla forma perfetta, ricca di riflessioni e con una scrittura raffinata, dal sapore antico e con tratti di puro lirismo, pubblicata nel 1941, l’autore è riuscito a creare un connubio preciso tra l’indagine sociale e quella psicologica. Seguendo il flusso di coscienza di Leonida, inoltre, veniamo a contatto con il clima di odio e di antisemitismo che in quel momento storico si cominciava a respirare e che ben presto avrebbe portato alle tragiche conseguenze che conosciamo.

recensione di Paola Treu

Editore: Adelphi

Pag. 131

Genere: narrativa classica straniera

Prezzo: 10,00 €