Premetto di aver letto il libro dopo aver visto il film (tratto dal romanzo) al cinema,  nonostante conoscessi già la storia, l’ho trovato molto gradevole.
L’autore presenta tre personaggi medocri, Diego, Claudio e Fausto, insoddisfatti delle loro vite, che decidono di rilevare un casale abbandonato nella campagna campana e trasformarlo in un agriturismo.A loro si unisce Sergio, comunista convinto.La vicenda è originale e paradossale; quando la camorra nella figura di Vito si presenta all’agriturismo la reazione dei quattro è del tutto inaspettata: invece di cedere, sequestrano Vito ed in seguito anche due giovani camorristi.E poi c’è la musica, musica classica, musica che misteriosamente sembra salire da sottoterra, come per miracolo.Una musica che proviene dalla Giulia 1300 di Vito. Romanzo divertente ma non banale, che manda un messaggio di speranza: tutti possono cambiare la loro condizione di vita, non è mai troppo tardi e soprattutto non bisogna avere paura di realizzare i propri sogni, le proprie inclinazioni, costi quel che costi.Il romanzo tratta con tono leggero oltre al tema della camorra anche quello del razzismo e dell’integrazione razziale.Consigliato a chi cerca una storia che tra una risata e l’altra lasci anche qualcosa su cui riflettere.

Paola Caponigro