Una lettura che mi ha catturata per la sua scrittura particolare, almeno così l’ho percepita io.  In questo esordio, l’autore racconta un paese: le sue contraddizioni, i suoi cambiamenti e soprattutto le idee che, lentamente, finiscono per modellare il nostro modo di guardare il mondo. Il protagonista è un trentenne italiano che vive a Parigi e che, dopo aver appreso della morte di B.S., decide di tornare in Italia; il  viaggio diventa un ritorno alla propria adolescenza, e qui è stato un tuffo nel passato anche per me. Sullo sfondo scorrono alcuni dei momenti più significativi e controversi della storia italiana recente: gli anni di piombo, la strage di Bologna con il ricordo di alcuni momenti che mi ha nno profondamente colpita.
Il titolo, “Hanno vinto loro”,  assume così un significato amaro, chi sono i “loro”? Sono coloro che hanno saputo adattarsi al nuovo mondo, quelli che hanno capito prima degli altri che cosa stava cambiando e hanno scelto di cavalcare quel cambiamento. Ma la loro vittoria lascia dietro di sé una domanda: che cosa significa vincere, se per farlo bisogna rinunciare a una parte di sé? Uno degli aspetti che ho trovato più interessanti è proprio il contrasto tra il mondo familiare del protagonista e quello rappresentato da B.S.: da una parte ideali, regole, senso del dovere, e dall’altra denaro, opportunismo, ambizione e libertà senza troppi scrupoli. Due mondi apparentemente inconciliabili che finiscono però per convivere nella formazione del ragazzo.
Il romanzo si presenta con un vortice di punti vista, quasi a flusso di coscienza, e forse è proprio questo il punto di forza del romanzo: non vuole offrire risposte semplici.
Questa non è una semplice lettura, ma un libro sulla memoria, sulla crescita e sull’eredità di un’epoca che continuiamo, in qualche modo, a portarci dentro. È il ritratto di un’Italia osservata attraverso gli occhi di chi era troppo giovane per comprenderla davvero, ma abbastanza grande da esserne profondamente influenzato. Un esordio originale e intelligente, con una voce narrativa ironica, dissacrante e a tratti spietata, capace di trasformare una vicenda personale in una riflessione più ampia sul nostro Paese. Una lettura che porta comunque alla riflessione.

Angelica