La piccola Jane, orfana dei genitori, è accolta presso la casa dello zio paterno, dove è considerata, dalla moglie di lui, solo un’intrusa. Jane è trattata con severità dalla zia, è mal tollerata dai cugini e, soprattutto, è infelice. Giunta al colmo della sopportazione, Jane, nonostante sia ancora una tenera fanciulla, si ribella all’autorità della sua ospite e viene mandata in un collegio, che non è altro che un istituto di beneficenza mal gestito. In questo luogo malsano Jane trascorre otto anni, finché decide di prendere in mano la propria vita e di trovarsi un lavoro come istitutrice presso una famiglia benestante. È cosi, che giunge a casa del signor Rochester, un uomo burbero e incattivito dalla sofferenza. Sarà proprio Jane a far breccia nel cuore di quest’uomo cosi austero, ma l’amore non è tutto nella vita… e non può competere con i segreti che sono celati da troppi anni! Si tratta, senz’altro di uno dei classici più coinvolgenti e colmi di avvenimenti che la letteratura inglese ci offre. La protagonista non è sottomessa, ma è una ragazza caparbia, di buoni sentimenti, che sogna l’indipendenza. È anche un’eroina romantica, pronta a sacrificarsi, che cade e si rialza con dignità. Forse un po’ moderna per la sua epoca, ma è proprio la sua modernità che la rende un personaggio indimenticabile. Nonostante l’elevato numero di pagine, la narrazione è sempre coinvolgente e il lettore è testimone diretto dei fatti narrati. È a lui, infatti, che si rivolge Jane Eyre, a lui che racconta gli eventi, che fornisce spiegazioni, che esplicita e descrive sentimenti ed è con lui che condivide le gioie e i dolori che ne scandiscono l’esistenza. Da leggere almeno una volta nella vita! E per che no? Anche di più!

recensione di Anto Spanò

Curatore: Stella Sacchini
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 marzo 2014
Pagine: 596 p., Brossura
  • EAN: 9788807900778
  • Libri di Charlotte Brontë
    Scrittrice inglese. Figlia di un ecclesiastico irlandese, nel 1820 si stabilì con la famiglia a Haworth, nella regione delle brughiere. Fin dall’infanzia Charlotte, lasciata sovente a se stessa, insieme con le sorelle Emily e Anne e al fratello Branwell, creò con loro un mondo immaginario, sul quale i ragazzi costruirono complicati cicli di storie infantili. Studiò in modo irregolare presso due collegi, nel secondo dei quali tornò poi come insegnante dal 1835 al 1838. Dopo aver lavorato per un breve periodo come istitutrice, si recò a Bruxelles e qui, nel 1843, insegnò in una scuola. Tornata a Haworth, nel 1854 sposò il coadiutore del padre, A.B. Nicholls, e cominciò a scrivere romanzi: il primo, Il professore (The professor), fu pubblicato solo nel 1859, mentre il secondo, Jane Eyre* (1847), ebbe un successo immediato: ma parte della critica restò scandalizzata dalla descrizione della passione amorosa della protagonista, una donna rispettabile. Seguirono Shirley (1849) e Villette (1852), quest’ultimo, come Il professore, parzialmente autobiografico. Jane Eyre, il suo romanzo più noto, possiede un indubbio vigore melodrammatico, che l’autrice trasse dalle sue stesse frustrazioni e fantasticherie.

    Da: Enciclopedia della letteratura, Garzanti 2007