The help è un romanzo collocato negli anni ’60 in un periodo molto conosciuto della storia statunitense. Senza tralasciare episodi drammatici e storici, come la morte di Kennedy e la marcia di Martin Luther King, che hanno segnato la battaglia contro il razzismo in quegli anni, la narrazione contrappone la vita di donne bianche e benestanti a quella delle loro cameriere di colore. Pur trattando un argomento importante, senza sminuirlo e nemmeno appesantendolo di retorica, la trama appassiona, coinvolge e porta il lettore ad immergersi completamente nella storia e nei luoghi. Il testo è davvero scorrevole, senza rallentamenti o parti superflue e la narrazione non è priva di momenti divertenti. Nel libro ci sono 3 protagoniste che raccontano con pov alternato: Aibileen, 53 anni, che si occupa dei figli dei suoi datori di lavoro come fossero bambini suoi e vede il meglio in tutti, soffre indicibilmente da quando il giovane figlio è morto a causa di un incidente; Minny, eccellente cuoca dalla battuta troppo irriverente, vulcanica eppure sottomessa al marito che la picchia; e Skeeter, laureata e aspirante giornalista con una madre che la tormenta per vederla sposata. Il libro gira intorno al progetto di Skeeter di raccogliere un certo numero di interviste di domestiche di colore per denunciare la loro realtà, bella o brutta che sia. Il coraggio di queste donne prorompe dalle pagine di questo libro, come i rischi che corrono in una società come quella degli anni ’60 nel Sud degli USA. Il romanzo prodotto da Skeeter e dalle domestiche assume un significato differente per ogni personaggio: per Skeeter è una rivincita morale ed è un messaggio di rifiuto verso le idee razziste delle sue amiche, per Minny è evasione e per Aibileen è il realizzarsi del sogno del figlio scomparso. Uno degli aspetti migliori del libro è il messaggio che lancia, le protagoniste arrivano a scoprire che i confini sono solo mentali, che non esistono davvero e che le leggi cercano solo di rendere tangibile qualcosa che viene creato unicamente dalla mente umana. Kathryn Stockett ha scritto un libro di storia, non un romanzo qualunque. Un romanzo sul disagio che si prova nel sentirsi “diverso”, per estrazione sociale, per colore di pelle, per caratteristiche fisiche. Una lettura intensa, emozionante e toccante.

Laura Di Flaviano