Il 6 aprile del 1652 una schiera di contadini olandesi, viene inviato dal proprio governo, nell’ estremità dell’ Africa meridionale, per coltivare insalata e verdure, che serve a combattere lo scorbuto. Questo punto dell’ Africa è una rotta primaria delle navi commerciali olandesi, i marinai durante la traversata si ammalano, la coltivazione di verdure è un ottima medicina naturale. Dopo secoli, quel luogo dove sei contadini si erano recati inizialmente con l’ intento di coltivare dell’ insalata, diventerà uno stato che tuttora si chiama Sudafrica. Per secoli ci sono stati guerre e combattimenti. Inizialmente gli olandesi ripugnarono la loro madrepatria, e da semplici agricoltori divennero anche soldati e conquistatori: nacquero i boeri. Nel XIX secolo l’ impero britannico, nel suo programma espansionistico coloniale, e spinto anche dalla scoperta di giacimenti auriferi e di diamanti di quella terra, spedì contingenti del proprio esercito per conquistare quelle terre. Ci furono le due guerre anglo boere con la vittoria della Gran Bretagna. Con l’avvento del nazismo in Europa, i bianchi colonizzatori, idearono un programma di disgregazione razziale, che prese il nome di apartheid. Per più di mezzo secolo questa dittatura razziale governò il Sudafrica. La lotta di Nelson Mandela e del suo partito, dopo 29 anni di carcere, portò il Sudafrica alle prime elezioni libere. Questo libro si può definire un saggio storico politico e sociale della nascita e del percorso tortuoso di democratizzazione del Sudafrica. Lo scrittore francese, famoso per il romanzo La città della gioia, ripercorre i punti salienti e drammatici dello stato africano australe.

Antonio Martino