Questo libro mi ha dato una visione più completa di Pier Paolo Pasolini. Non è solo una biografia, ma una lunga lettera e, tra memoria, ricordi e aneddoti, Dacia Maraini dialoga idealmente con Pier Paolo Pasolini attraverso una serie di lettere immaginarie che riportano alla luce ricordi, viaggi, discussioni e momenti condivisi. La forza del libro non sta tanto nel raccontare il Pasolini pubblico, intellettuale controverso e provocatore, quanto nel mostrarne il volto più privato: un uomo sensibile, gentile, fragile e profondamente umano.
Grazie all’autrice ho conosciuto un nuovo Pasolini, attraverso i suoi ricordi infatti, Maraini restituisce un ritratto autentico e commovente dell’amico perduto.
La scrittura è elegante, del resto amo questa autrice proprio per questo: è delicata e carica di nostalgia. I ricordi emergono come frammenti di un sogno, senza seguire necessariamente un ordine cronologico, creando un’atmosfera intima che coinvolge il lettore fin dalle prime pagine.
È una lettura che mi ha emozionata, ma può conquistare anche chi conosce poco Pasolini.
Al termine del libro resta la sensazione di aver partecipato a una conversazione privata, fatta di affetto, rimpianti e gratitudine.

 

Angelica