Agli albori della cosiddetta “guerra fredda” tra Stati Uniti e Unione Sovietica, John Steinbeck fa una proposta al proprio editore.
Poter fare un viaggio in Unione Sovietica, con l’ unica intenzione di raccontare un paese dal punto di vista sociale e culturale, tralasciando l’ aspetto politico. Verrà accompagnato da un famoso e affermato fotografo, il suo amico Robert Capa, che documenterà questo evento tramite le sue fotografie.
Visiteranno Mosca, Stalingrado e Tiblisi. Rimarranno colpiti dalla tragedia della guerra che ha dilaniato Stalingrado, dalla monotonia della capitale e dalla vivacità e gaiezza della città georgiana. Steinbeck capirà che si ci sono differenze di cultura e di modo di vivere tra il popolo americano e quello sovietico, ma una cosa li accomuna: il disprezzo per la guerra. Sono un amante di John Steinbeck, ho letto quasi tutti i suoi libri.
Questo romanzo è un importante testimonianza personale di un viaggio in una terra politicamente ostile nei confronti nella terra del romanziere statunitense. Un interessante lettura di reportage differente ai suoi innumerevoli romanzi.
Antonio Martino
