1. Il diritto di non leggere.

Sicuramente il diritto più importante, perchè la lettura deve essere una scelta e un piacere, non un obbligo. 

2. Il diritto di saltare le pagine.

Il diritto di saltare qualche pagina è legittimo, se il libro si dilunga troppo o tratta un argomento che può dar fastidio, con la speranza che riprenda la sua  andatura.

3. Il diritto di non finire il libro.

Non è obbligatorio finire un libro che si è iniziato, lo so ci fa star male, ma è un diritto del lettore poter decidere se continuare o fermarsi.

4. Il diritto di rileggere.

La rilettura è sempre utile, a distanza di anni si percepisce il libro diversamente, una rilettura a breve può darci sempre qualcosa in più.

5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.

Non esistono letture di  serie a o serie b, ognuno di noi può leggere ciò che desidera. Che noi se tutti si leggesse il solito libro, il mondo è bello perchè vario.

6. Il diritto al bovarismo.

I diritto di emozionarsi o perchè no, di piangere e più che legittimo!!

7. Il diritto di leggere ovunque.

Non esiste un luogo dove poter leggere o no, ognuno di noi ama leggere in posti diversi, situazioni diverse o momenti diversi.

8. Il diritto di spizzicare.

Non c’è nessuno che obbliga un lettore a iniziare e finire il libro, si può spizzicare e iniziarne più di uno contemporaneamente.

9. Il diritto di leggere ad alta voce.

Leggere ad alta voce favorisce la comprensione del testo, quindi si, anche questo è un diritto.

10. Il diritto di tacere

“L’uomo costruisce case perché è vivo e scrive libri perché è mortale”, scrive enigmaticamente Daniel Pennac alla fine del suo decalogo. La lettura è un’attività strana, una compagnia solitaria che apparentemente non appaga con riscontri immediati, ma ci permette di comprendere meglio l’esistenza e ciò che ci circonda. Forse l’insegnamento più prezioso che la lettura ci insegna è proprio il “diritto di tacere”, che in una società abituata a parlare sempre, a parlare a vanvera, a parlare di tutto, vuol già dire molto.
Un “buon silenzio non fu mai scritto” diceva un tale, ma ne siamo proprio sicuri?