“Un anno fa, non avrei mai creduto che un giorno avrebbe cominciato a piovere e non avrebbe più smesso”, con queste parole uno dei personaggi descrive l’Apocalisse che sta distruggendo il mondo. Quarantadue giorni di pioggia incessante e quasi tutto il nostro Pianeta sommerso dalle acque. Pochi i sopravvissuti. Teddy Garnett, è uno di loro. Nella sua casa, tra le montagne del West Virginia, trascorre le solitarie giornate di anziano vedovo tra i ricordi, le parole crociate e il tabacco da masticare. Poi la pioggia e con essa la nebbia, il freddo, l’isolamento…E fuori, qualcosa di inconcepibile sembra risvegliassi dalle viscere della Terra… Romanzo post-apocalittico, scritto in prima persona che, nella parte iniziale, porta il violento ticchettare delle gocce di pioggia direttamente nelle orecchie del lettore e lascia filtrare l’umidità fino alle sue articolazioni. Non è Teddy l’uomo ferito sul pavimento della cucina: sei tu che speri che il resoconto che hai scritto possa esse ritrovato da un altro essere ancora vivente. Sei tu che vedi i vermi invadere il garage mentre i loro fratelli, dalle dimensioni esagerate, strisciano sulla terra che fino a poco prima le tue scarpe avevano calpestato. Sei tu a temere di essere affetto dal morbo di Altzheimer!Poi arrivano altri sopravvissuti e con essi sembra prendere vita il mondo di Lovercraft infarcito di reminiscenze bibliche. E l’incantesimo si spezza. Peccato

recensione di Patty Barale