Un romanzo profondamente umano, che ci racconta che non è mai tardi per rincominciare.
Il protagonista è Fred, uomo di ottandueanni, che per un malinteso viene scambiato per l’uomo che lui ha cercato di soccorrere, Bernard, ma che purtroppo è deceduto; il caso vuole che siano due gocce d’acqua. In un certo modo mi ha ricordato “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello, perchè Fred prenderà il posto di Bernard, e tutti lo crederanno morto. Vista la sua situazione economica e il brutto periodo da cui viene (è vedovo da dieci anni della sua tanto amata consorte) accetta di buon grado questa sua nuova vita. Così la vita di Fred cambia radicalmente: entrerà in una casa di cura, ma tutti noteranno una gentilezza più esplicita (Bernard era molto più ombroso), grazie alla quale si farà nuovi amici e sosterrà alcuni infermieri.
Ad un certo punto però, anche questa sua nuova vita sta per cambiare, in particolar modo quando scopre Bernard ha una figlia, Hannah, una donna che si trova a portare “un passeggero”  mentre affronta difficoltà economiche e un lavoro che non le dà più certezze. La sua infanzia è segnata da una grande perdita e da una famiglia che si sgretola. Qui inizia la parte del romanzo più commovente, l’autrice infatti non parla soltanto di famiglia, perchè famiglia è chi si comporta da tale… ma parla di un amore incondizionato nonostante tutto.
Un romanzo che riesce comunque a farci sorridere, riflettere e che parla anche delle seconde possibilità. L’autrice è al suo esordio ma sa usare una scrittura fluida e che incuriosisce il lettore fino all’ultima pagina.

La vita a volte fa strani giri, e riesce sempre a sorprenderci…

 

Angelica