Buddy e Sook sono amici per la pelle, lui ha 7 anni mentre lei oltre 60, sono cugini e vivono in una grande casa insieme a tanti altri parenti. La loro, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, è un’amicizia vera e sincera basata sulla semplicità, sulle risate e la complicità. In questi due brevi racconti autobiografici, è proprio Capote il Buddy dei racconti, lo scrittore americano ci narra due Natali vissuti: in “Un Natale” Buddy, in maniera sofferta perché per la prima volta non passerà il Natale con la sua amica, per le festività natalizie è costretto a lasciare l’Alabama e andare a New Orleans dove il padre vive circondato dal lusso e da tante amiche. In “Ricordo di un Natale” Capote ci racconta di un Natale passato tra il cucinare torte per gli amici e conoscenti, segno che il Natale è arrivato, e la ricerca dell’albero più bello. Questo Natale ha però un sapore diverso perché, come scopriamo in seguito, sarà l’ultimo passato insieme alla sua amica (e anche all’amato terrier Queenie). Le atmosfere oscillano tra la gaiezza delle piccole cose alla malinconia e la struggente realtà, e attraverso il ritmo fluido ci ritroviamo catapultati nell’America proibizionista. Due racconti brevi, intensi e nostalgici di uno degli scrittori capisaldi della letteratura americana.

 

Luana Indelicato

 

Libri di Truman Capote

Truman Capote

1924, New Orleans

Scrittore statunitense. È una delle voci più originali della letteratura americana del Novecento.
Dopo il felice esordio con il romanzo Altre voci, altre stanze (1948), furono pubblicati L’arpa d’erba (1951) e Si sentono le muse (1956).
I due romanzi più famosi sono Colazione da Tiffany (1958) e A sangue freddo (1966), considerato il suo capolavoro e Capote lo definì non-fiction novel, cioè romanzo-verità. Da ciascuno di questi due romanzi sono stati tratti dei film; quello di maggiore successo è Colazione da Tiffany (1961) di Blake Edwards, con Audrey Hepburn.
L’ultimo romanzo, rimasto incompiuto, è Preghiere esaudite che avrebbe dovuto essere un affresco del mondo scintillante e glamour dell’alta società statunitense. I primi capitoli furono pubblicati sulla rivista “Esquire” nel 1975, ma furono accolti molto freddamente. Capote non si riprese dalla stroncatura ed entrò in una spirale di droga e alcol che lo condusse alla morte.
Oltre che nella narrativa, Capote si cimentò anche nel saggio (Musica per camaleonti, 1980) e nella sceneggiatura cinematografica (Il tesoro dell’Africa, 1954, diretto da John Huston).