Non avevo mai letto niente di questo autore, felice di averlo fatto e di aver apprezzato la sua scrittura, una lettura che ti costringe a guardare un po’ anche dentro te stesso. È la storia di Mario e Guido, di un’amicizia intensa, complicata, a tratti bellissima e a tratti dolorosa. Due ragazzi molto diversi che crescono insieme, prendono strade differenti, si allontanano e si ritrovano, continuando però a essere profondamente legati. Non ci sono buoni o cattivi, ma due persone completamente diverse, la loro amicizia inizia da giovanissimi. Guido mi ha affascinata e nello stesso tempo mi ha fatto arrabbiare, è inquieto, ribelle, incapace di accettare compromessi. Cerca continuamente qualcosa che forse nemmeno lui riesce davvero a definire, Mario, invece, sembra più disposto a trovare un equilibrio, anche se l’influenza di Guido rimane dentro di lui e finisce inevitabilmente per condizionare alcune delle sue scelte. Quello che ho amato di questo romanzo è proprio il modo in cui De Carlo racconta l’amicizia senza idealizzarla, perché alcune amicizie non sono semplicemente belle, possono essere ingombranti, contraddittorie, perfino faticose. Eppure lasciano un segno così profondo che, anche quando le nostre vite prendono direzioni diverse, continuiamo a portarci dentro quella persona. Ma questo romanzo ha varie tematiche, parla anche di libertà, quella di Mario per esempio, che decide di vivere la sua vita a contatto con la natura e lontano da tutti. Durante la lettura mi sono chiesta più volte: quanto delle nostre scelte appartiene davvero a noi e quanto, invece, nasce dalle persone che abbiamo incontrato? Ho terminato questo libro con un po’ di malinconia, Mario e Guido mi sono rimasti addosso perché, in modi completamente diversi, rappresentano quella parte di noi che cerca un equilibrio tra ciò che siamo e ciò che avremmo voluto essere.
Angelica

frasi del libro:
Magari uno rimpiange di aver perso qualcosa, e l’ha perso solo per trovare di meglio.“
Lo so come ti senti. È come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l’unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti.”
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